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5.11.07

FINE ANNI '70 - INIZIO '80: LE ORIGINI

Negli anni settanta e fino all'inizio degli anni ottanta, nella parrocchia dei padri domenicani Santa Maria della Rose, oggi intitolata Madonna delle Rose, il coro delle Voci bianche anima i canti durante la messa domenicale delle ore 9 per i bambini. Nel suo programma, oltre al repertorio, si cura la tecnica vocale nelle lunghe prove del sabato... Il coro realizza anche piccoli spettacoli, saggi, concertini polifonici e qualche esperienza di festa o di gita alla fine delle attività annuali.





Grazie (e va riconosciuto)a questo coro, che vive anni fortunati, alcuni partecipanti si entusiasmano per proseguire nel campo dell'animazione musicale-liturgica o in quello musicale-artistico. Forse il coro aveva educato qualche sensibilità alla musica ma non poteva offrire altro alle attese di alcuni componenti. I veterani, ormai scaltriti, avanzano le prime pretese, insenso stretto... proprio stretto il coro risulta ormai a chi, fiutati i limiti delle prospettive future, si ritira... Finché nel 1981-82 il coro subisce un notevole calo di presenze. Al termine dell'82, ecco la sostituzione nella gestione.




L'attività è affidata da p. Emanuele Viana (responsabile del settore giovanile della parrocchia) alle cure di due ragazzi dell'ex-coro: Roberto Bertulli e Dario Coppola, grazie soprattutto alle mansioni di organisti-cantori che essi svolgono, ormai in proprio, nelle celebrazioni liturgiche e anche nella direzione dello stesso ex-coro nel 1978-79, riuscita allora, nonostante essi fossero solo dei tredicenni (!) che guidavano altri trenta ragazzi più piccoli. Difficile risulta ora gestire un'eredità così responsabilizzante per due diciassettenni ancora sbarbatelli. I primi contrasti tra i due nascono dopo il primo mese, mentre definire coro chi è rimasto a cantare è davvero un complimento. Roberto e Dario, scoraggiati vogliono gettare la spugna senza neanche consultarsi: nessuno vuole restare e allora la sorte decide che rimanga Dario, convinto da P. Viana e da Roberto stesso, che si prende un anno di tempo... Con uno sparuto rimasuglio di circa sette ragazzini la vita è dura. La realtà di coro perde sempre più consistenza.




L'idea fortunata sta nel ricercare una nuova formula, che ridesti gli entusiasmi e rialzi anzitutto la qualità dell'aggregazione. A titolo di esperimento, viene effettuato un leggero cambio di finalità, che nei prossimi anni sarebbe diventato fondamentale.




L'idea si concretizza in varie fasi: in essa l'animazione musicale, che sarà garantita grazie alla ricostituzione di un coro liturgico di bambini, si sposerà con quella ricreativa in un'esperienza cristiana: il coro sarà sostenuto da una struttura di gruppo da costruire.

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